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Visualizzazione dei post con l'etichetta asset allocation

La ricchezza delle famiglie italiane è investita male?

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Il 13 Dicembre 2013 la Banca d'Italia ha pubblicato un supplemento al suo bollettino statistico che analizza la ricchezza degli italiani . Quando mi sono messo a leggere il bollettino (su gentile segnalazione del nostro lettore Killerinpensione) la cosa che mi ha colpito di più è stata la ripartizione di questa ricchezza: Il grafico che vi ho riportato riporta esclusivamente gli asset finanziari. Non vi sono incluse le abitazioni (che rappresentano la parte maggiore della ricchezza). A voi sembra una ripartizione folle ? A me sì. Colpisce molto come l'investimento principale degli italiani sia il cash... sia sotto forma di denaro contante che di depositi bancari. Nella colonna che vedete ho aggregato sia il denaro in forma contante, sia i depositi bancari e il risparmio postale. Quasi 1200 miliardi di euro sono detenuti dagli Italiani in forma liquida. Sospetto che buona parte di questi sia in conti deposito che per molti Italiani sono diventati uno dei mezzi...

Il rischio di deflazione in Europa - punti di vista

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L'economista Irving Fisher Il rischio deflazione Siamo abituati a considerare l'inflazione un nemico. Nel caso in cui aumenti l'inflazione i beni costano di più e se non abbiamo investito in maniera corretta i nostri risparmi ci permetteranno di comprare meno beni in futuro. Se questo è vero, perchè in Europa si inizia a parlare di pericolo di deflazione? Nello specifico il pericolo che preoccupa l'Europa è la deflazione da debito teorizzata per la prima volta da Irving Fisher negli anni '30. Si tratta di un circolo vizioso per cui in seguito a un eccesso di indebitamento vi è un calo di fiducia da parte dei debitori o dei creditori. I beni reali vengono svenduti per poter liquidare i debiti e ciò porta a una contrazione della base monetaria che porta, di conseguenza, a un calo generalizzato dei prezzi. Questo porta però a un maggior debito in termini reali. Per coprirne il costo vengono alzate le tasse /diminuite le spese e questo porta a riduzio...

Gestire il portafoglio: i lazy portfolio

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Molto spesso quando si pensa ad investire si ha una strana paura che ci porta a pensare che investire è complesso, richiede tempo, analisi infinite, previsioni sull'andamento dei mercati... In pratica pensiamo che senza un professionista sia impossibile. Bene, la notizia di oggi è che non è così . I Lazy Portfolio Cos'è un lazy portfolio? La traduzione letterale è quella di portafoglio pigro. Ma perché si chiama così? Perché lo scopo principale di questi portafogli è quello di offrire rendimenti decenti nella maggior parte delle condizioni di mercato , impiegando un basso numero di fondi e senza dover necessariamente intervenire sulla loro composizione più di una volta all'anno. Sembra abbastanza semplice no? I rendimenti La prima reazione che hanno le persone a cui spiego questo semplice concetto è sempre la stessa: "eh, ma così chissà come saranno i rendimenti... senza un gestore..." Premetto che questi portafogli sono composti da varie ass...

Portafoglio All-Markets e rendimenti

Quick post per segnalarvi l'ultimo articolo di Mebane Faber sul suo blog, disponibile a questo indirizzo. Il post contiene una comparazione tra vari portafoglio pigri (portafogli cioè che si basano su regole predeterminate e non richiedono conoscenze specifiche di finanza) tra cui (novità del post) un portafoglio All-market che contiene tutti gli strumenti possibili pesati secondo la loro capitalizzazione. Per capirci... supponiamo di avere nel mercato Italiano solo azioni Italia S.p.A e BOT. I bot sono stati sottoscritti per 600 miliardi di euro, mentre le azioni Italia S.p.A valgono 400 miliardi di euro in borsa. Se abbiamo 10.000 euro li investiremo per 6.000 nei BOT e 4.000 in Italia S.p.A. Nello stesso post è contenuto anche un confronto con un portafoglio "lite" costituto da un mix di sole tre asset class. Ebbene, nel periodo tra il 1973 e il 2012 un portafoglio simile ha avuto un rendimento annualizzato di oltre il 9% (oltre il 5% in più dell'inflazio...

Proteggersi dall'inflazione: quali titoli usare?

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Perchè proteggersi dall'inflazione? Foto di Ludo29880 che rappresenta la famosissima testuggine romana Noi Italiani siamo un popolo che ha abbastanza chiaro il concetto di inflazione, anche a seguito dei numerosi anni durante i quali l'aumento dei prezzi al consumo ha raggiunto vette importanti. Per chi di voi ancora avesse dei dubbi, l'inflazione è l'aumento generalizzato dei prezzi. L'inflazione viene calcolata, per l'Italia, da due diversi istituti di statistica: Istat ed Eurostat . La differenza principale sta nei panieri che i due istituti utilizzano (ovvero quali prodotti prendere in considerazione e in quali proporzioni) che porta a valori del tasso di inflazione leggermente diversi tra loro. Seguendo il link al sito dell'Istat e cliccando su prezzi al consumo, possiamo constatare variazioni mensili nell'ordine del 2-3% rispetto all'anno precedente. Questo vuol dire che se un anno fa spendevamo 100 euro per acquistare pane, pasta, ...

Dove investire i propri soldi: quali strumenti utilizzare?

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Ci eravamo lasciati nella terza parte della nostra Guida all'Investimento con una scelta: la nostra asset allocation tra bond e azioni. Come abbiamo visto si tratta di una scelta dalla quale dipenderanno in larghissima parte i nostri rendimenti futuri: da un lato vi saranno le azioni a portarci rendimenti più elevati, dall'altro i bond compenseranno i crolli dei pacchetti azionari a fronte di rendimenti minori. Ricordatevi però che è possibile capitare in una "anomalia statistica" ed essere vittima di un periodo con rendimenti superiori dei bond rispetto alle azioni. Il 30 Settembre 2011 si è verificata una di queste anomalie statistiche. Un investitore che 30 anni prima avesse investito il 100% in azioni USA, sarebbe stato battuto da un investitore in titoli di Stato USA. Un fatto del genere non si era mai verificato dal 1861... un altro buon motivo per ricordarsi di diversificare e includere sempre sia una parte di bond che di azioni nel proprio portafoglio....

Guida all'Investimento - Parte Terza: Azioni o bond per il lungo termine? A voi la scelta...

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E così siamo alla terza parte della nostra breve guida all'investimento. (Fate clic per leggere la seconda parte della guida all'investimento nel caso ve la siate persa). In questa parte affronteremo l'obiettivo più ostico, ovvero la costruzione di un capitale per la pensione. Saltiamo la parte di verifica di sostenibilità dell'obiettivo, abbiamo già ampiamente visto come gestirla. Supponiamo quindi di dover investire i nostri soldi, 100 mila euro, e di risparmiare la differenza nei prossimi anni. Si tratta quindi di decidere in che modo suddividere i nostri risparmi. In linea di massima su periodi di tempo lunghi è preferibile un investimento in larghissima parte azionario. Questo per due motivi: da un lato, storicamente, su periodi di tempo abbastanza lunghi le azioni hanno reso sempre di più delle obbligazioni; dall'altro lato c'è la teoria economica a supportarci: se, infatti, i rendimenti delle azioni fossero inferiori a quelli di titoli privi di ...

Ragionare a breve termine: i problemi dei consigli del Corriere ai risparmiatori

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Ieri è uscito un articolo di Giuditta Marvelli sul Corriere.it contenente delle linee guida per i piccoli investitori. Parto subito dicendo che, per una volta, i consigli non sono completamente sballati, anche se qualche problema di coerenza in giro per l'articolo si trova. Il problema principale, a mio parere, è già nell'incipit. L'articolo riporta : Clock face, di Ubzecka "Dare consigli vincenti a chi si chiede che cosa fare dei propri risparmi è impossibile. Le previsioni in campo finanziario sono sempre incaute, ma in questo momento c'è un intero sistema economico e monetario che non sa ancora che cosa fare del suo futuro. Difficile immaginare una situazione più incerta. Nelle poche righe qui sotto non ci sono ricette (nessuno le ha e chi dicesse di averle bara), ma un tentativo di interpretare i numeri e la realtà. Dalla liquidità alle Borse passando per le obbligazioni, ecco che cosa si può fare per costruire un portafoglio che possa passar...