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Visualizzazione dei post da 2013

La ricchezza delle famiglie italiane è investita male?

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Il 13 Dicembre 2013 la Banca d'Italia ha pubblicato un supplemento al suo bollettino statistico che analizza la ricchezza degli italiani . Quando mi sono messo a leggere il bollettino (su gentile segnalazione del nostro lettore Killerinpensione) la cosa che mi ha colpito di più è stata la ripartizione di questa ricchezza: Il grafico che vi ho riportato riporta esclusivamente gli asset finanziari. Non vi sono incluse le abitazioni (che rappresentano la parte maggiore della ricchezza). A voi sembra una ripartizione folle ? A me sì. Colpisce molto come l'investimento principale degli italiani sia il cash... sia sotto forma di denaro contante che di depositi bancari. Nella colonna che vedete ho aggregato sia il denaro in forma contante, sia i depositi bancari e il risparmio postale. Quasi 1200 miliardi di euro sono detenuti dagli Italiani in forma liquida. Sospetto che buona parte di questi sia in conti deposito che per molti Italiani sono diventati uno dei mezzi...

Da Yale all'Italia: il Lazy Portfolio di David Swensen.

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Nel precedente post sui lazy portfolio  vi avevo promesso un adattamento dei più famosi lazy portfolio al caso Italiano. Il portafoglio da cui ho deciso di partire è quello di David Swensen (nella foto). David Swensen è famoso principalmente per il suo lavoro come gestore del fondo di investimento della Yale University (che garantisce fondi extra per la gestione dell'Università). Nel corso della sua gestione (cominciata nel 1985) ha sviluppato quello che è diventato famoso come il Yale Model e che l'ha portato ad ottenere ottimi rendimenti nel corso degli anni (+11,9% annualizzato dal 2000 al 2009, +11% annualizzato negli ultimi 10 anni al 30 giugno 2013 ). Oltre a scrivere un libro per investitori professionali, questo gestore ha scritto anche un libro per "comuni mortali", dal titolo Unconventional Success. Sfortunatamente questo libro non è stato tradotto in Italiano (e lo ritengo un vero peccato). Vi consiglio comunque la lettura di Unconventional Success  ...

Come selezionare un fondo attivo

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Come si seleziona un fondo attivo? Probabilmente ci siamo posti questa domanda alcune volte nella vita, magari parlando con il nostro promotore finanziario o magari semplicemente riflettendo su cosa includere nel nostro portafoglio. Il primo criterio a cui tutti guardiamo è il rendimento. Ma è corretto selezionare i fondi su cui investire in base al rendimento? Avete mai notato la scritta in piccolo nei documenti che vi propone il vostro promotore finanziario? C'è scritto " i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri ". E questo è verissimo. Spesso se si prende in esame una categoria di fondi si nota come i migliori degli anni precedenti tendano a sottoperformare il resto della categoria in seguito. Come mai? La risposta più semplice è che solitamente quelli che hanno rendimenti molto elevati hanno anche un rischio maggiore e quindi tendono a perdere più del resto della categoria quando le cose vanno male. E' sufficiente guardare i rendim...

Confronto BFPI-BTP Dicembre 2013 -Gennaio 2014

Flash post in seguito alla comunicazione dei tassi per la nuova serie di Buoni Postali indicizzati all'inflazione, la serie J42. Anche per questo mese i tassi restano invariati, quindi vi rimando al post di Settembre. Confronto BFPI-BTP Settembre-Ottobre 2013 Nei prossimi giorni valuterò se la curva dei tassi dei BTP e dei BTPi si sia spostata in modo tale da richiedere un ulteriore aggiornamento anche a fronte dei tassi costanti dei buoni postali.

Il rischio di deflazione in Europa - punti di vista

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L'economista Irving Fisher Il rischio deflazione Siamo abituati a considerare l'inflazione un nemico. Nel caso in cui aumenti l'inflazione i beni costano di più e se non abbiamo investito in maniera corretta i nostri risparmi ci permetteranno di comprare meno beni in futuro. Se questo è vero, perchè in Europa si inizia a parlare di pericolo di deflazione? Nello specifico il pericolo che preoccupa l'Europa è la deflazione da debito teorizzata per la prima volta da Irving Fisher negli anni '30. Si tratta di un circolo vizioso per cui in seguito a un eccesso di indebitamento vi è un calo di fiducia da parte dei debitori o dei creditori. I beni reali vengono svenduti per poter liquidare i debiti e ciò porta a una contrazione della base monetaria che porta, di conseguenza, a un calo generalizzato dei prezzi. Questo porta però a un maggior debito in termini reali. Per coprirne il costo vengono alzate le tasse /diminuite le spese e questo porta a riduzio...

I costi di un fondo, incidono sui rendimenti?

Questo post è del novembre 2013. Allora, nella categoria dei bilanciati moderati globali, i TER arrivavano anche oltre il 4%. Oggi quel mondo è quasi sparito: i costi tipici di un fondo attivo italiano stanno più intorno all’1–2%. La divulgazione ha aiutato a far capire che il costo conta. Non sottovalutare però un 1% in più all’anno: su 10.000 euro lasciati trent’anni, a un 6% lordo, passi da circa 57.400 a circa 43.200 euro. Un quarto del montante se ne va in spese. I livelli assoluti sono cambiati; la direzione del ragionamento, no. Spesso non è vero che un fondo più caro ci porti anche manager più bravi. Qui sotto resta la fotografia di allora: piccola, onesta, e ancora utile come modo di guardare. Tra i vari modi di investire disponibili per un piccolo investitore, avrete capito che quelli preferiti da me sono quelli che garantiscono la maggior diversificazione possibile: fondi comuni ed etf quindi sono due strumenti che secondo me devono essere ben presenti nell'arsenale del...

Confronto BFPI-BTP Novembre-Dicembre 2013

Ciao, come forse i più attenti tra voi avranno notato nel mese precedente non ho aggiornato il confronto tra i rendimenti dei buoni postali indicizzati all'inflazione e i btp (in senso ampio) Anche per questo mese il confronto non sarà pubblicato per un motivo molto semplice: i tassi dei buoni postali e dei btp non si sono mossi in maniera significativa. D'altro canto l'inflazione rimane sotto controllo e, anzi, sembra iniziare a preoccupare l'ipotesi di uno scenario deflazionistico (dal quale i Bfpi comunque proteggono) Rimane pertanto valido quanto scritto nell'ultimo commento. Per comodità vostra allego il link diretto. Confronto BFPI-BTP Settembre-Ottobre 2013 A dicembre, nella speranza che la CDP si schiodi finalmente da questo 1%.

Gestire il portafoglio: i lazy portfolio

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Molto spesso quando si pensa ad investire si ha una strana paura che ci porta a pensare che investire è complesso, richiede tempo, analisi infinite, previsioni sull'andamento dei mercati... In pratica pensiamo che senza un professionista sia impossibile. Bene, la notizia di oggi è che non è così . I Lazy Portfolio Cos'è un lazy portfolio? La traduzione letterale è quella di portafoglio pigro. Ma perché si chiama così? Perché lo scopo principale di questi portafogli è quello di offrire rendimenti decenti nella maggior parte delle condizioni di mercato , impiegando un basso numero di fondi e senza dover necessariamente intervenire sulla loro composizione più di una volta all'anno. Sembra abbastanza semplice no? I rendimenti La prima reazione che hanno le persone a cui spiego questo semplice concetto è sempre la stessa: "eh, ma così chissà come saranno i rendimenti... senza un gestore..." Premetto che questi portafogli sono composti da varie ass...

Proteggersi dall'inflazione: Le altre tipologie di obbligazioni

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Siamo arrivati alla quinta puntata della nostra analisi dei vari strumenti esistenti per proteggersi dall'inflazione. Dopo aver visto i Btpi e gli altri titoli di stato reali , le obbligazioni variabili indicizzate , i buoni postali indicizzati all'inflazione e i BTP Italia è arrivato ora il momento di allargare la nostra analisi a titoli tradizionali non pensati a questo scopo. Le obbligazioni a tasso fisso Le obbligazioni a tasso fisso sono uno degli strumenti finanziari più semplici. Sottoscrivendo una di queste obbligazioni ci garantiremo per la durata restante del prestito una cedola predeterminata una o più volte all'anno. Supponiamo aver sottoscritto all'emissione una di queste obbligazioni BEI a tasso fisso . Ci saremmo garantiti dal 2008 fino al 2015 un tasso annuo lordo del 4,25% sul nostro investimento. In questo caso saremmo riusciti a proteggere il nostro portafoglio dall'inflazione anche in assenza di una protezione specifica nei meccanismi...

Portafoglio All-Markets e rendimenti

Quick post per segnalarvi l'ultimo articolo di Mebane Faber sul suo blog, disponibile a questo indirizzo. Il post contiene una comparazione tra vari portafoglio pigri (portafogli cioè che si basano su regole predeterminate e non richiedono conoscenze specifiche di finanza) tra cui (novità del post) un portafoglio All-market che contiene tutti gli strumenti possibili pesati secondo la loro capitalizzazione. Per capirci... supponiamo di avere nel mercato Italiano solo azioni Italia S.p.A e BOT. I bot sono stati sottoscritti per 600 miliardi di euro, mentre le azioni Italia S.p.A valgono 400 miliardi di euro in borsa. Se abbiamo 10.000 euro li investiremo per 6.000 nei BOT e 4.000 in Italia S.p.A. Nello stesso post è contenuto anche un confronto con un portafoglio "lite" costituto da un mix di sole tre asset class. Ebbene, nel periodo tra il 1973 e il 2012 un portafoglio simile ha avuto un rendimento annualizzato di oltre il 9% (oltre il 5% in più dell'inflazio...

Confronto BFPI-BTP Settembre-Ottobre 2013

Ritorna il confronto tra Buoni postali indicizzati all'inflazione e Btp, per determinare quale dei due strumenti sia il più conveniente per proteggersi dall'inflazione. Orizzonte temporale: 3 anni. Partiamo dalla scadenza di tre anni. Il confronto tra i rendimenti è al netto delle imposte e senza considerare alcuna minusvalenza. I rendimenti sono espressi in termini reali , al netto dell'inflazione. Abbiamo ipotizzato il confronto tra la serie J39 e il BTP a 3 anni (ISIN IT0004761950) e il BTP Italia in scadenza ad Aprile 2017 (ipotizzandone la vendita a Settembre 2016 alla pari). Inflazione BFPI BTP 3anni BTP 3anni con reinvestimento BTP Italia BTP Italia con reinvestimento 1,00% 2,95% 2,68% 3,14% 5,12% 5,46% 2,00% 2,60% (0,42%) 0,05% 4,66% 5,10% 2,50% 2,43% (1,99%) (1,52%) 4,41% 4,90% 3,00% 2,26% (3,57%) (3,11%) 4,14% 4,68% 5,00% 1,62% (10,07%) (9,61%) 2,91% 3,66% La prima colonna mostra un valore ipotetico ...

Perchè investire in azioni? Il senso dell'investimento azionario

Qual è il senso dell'investimento azionario? Questa è la domanda che si è posto Killerinpensione, uno dei nostri lettori. Proviamo a rispondere. Cosa sono le azioni. Il primo passo per capire il senso di questo investimento è partire dall'elemento base. Mi perdonerete se non vi tiro fuori il codice civile, ma mi limiterò a una semplice definizione da uomo comune. Le azioni sono un titolo che ci permette di essere i proprietari di un'azienda, molto semplicemente. Possedere un'azione ci permette di partecipare ai profitti dell'impresa (se ve ne sono). Ovviamente, essendo i proprietari, ne porteremo anche i rischi. Se l'azienda smettesse di fare profitti e arrivasse alla bancarotta il nostro investimento non avrebbe più alcun valore. Trarre profitto dalle azioni. Dunque... abbiamo capito che possedere un'azione è il modo moderno per possedere un'attività (oltre a comprarsela direttamente e per intero, avendo i soldi..). Come si trae profitto da un...