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Visualizzazione dei post da novembre, 2013

I costi di un fondo, incidono sui rendimenti?

Questo post è del novembre 2013. Allora, nella categoria dei bilanciati moderati globali, i TER arrivavano anche oltre il 4%. Oggi quel mondo è quasi sparito: i costi tipici di un fondo attivo italiano stanno più intorno all’1–2%. La divulgazione ha aiutato a far capire che il costo conta. Non sottovalutare però un 1% in più all’anno: su 10.000 euro lasciati trent’anni, a un 6% lordo, passi da circa 57.400 a circa 43.200 euro. Un quarto del montante se ne va in spese. I livelli assoluti sono cambiati; la direzione del ragionamento, no. Spesso non è vero che un fondo più caro ci porti anche manager più bravi. Qui sotto resta la fotografia di allora: piccola, onesta, e ancora utile come modo di guardare. Tra i vari modi di investire disponibili per un piccolo investitore, avrete capito che quelli preferiti da me sono quelli che garantiscono la maggior diversificazione possibile: fondi comuni ed etf quindi sono due strumenti che secondo me devono essere ben presenti nell'arsenale del...

Confronto BFPI-BTP Novembre-Dicembre 2013

Ciao, come forse i più attenti tra voi avranno notato nel mese precedente non ho aggiornato il confronto tra i rendimenti dei buoni postali indicizzati all'inflazione e i btp (in senso ampio) Anche per questo mese il confronto non sarà pubblicato per un motivo molto semplice: i tassi dei buoni postali e dei btp non si sono mossi in maniera significativa. D'altro canto l'inflazione rimane sotto controllo e, anzi, sembra iniziare a preoccupare l'ipotesi di uno scenario deflazionistico (dal quale i Bfpi comunque proteggono) Rimane pertanto valido quanto scritto nell'ultimo commento. Per comodità vostra allego il link diretto. Confronto BFPI-BTP Settembre-Ottobre 2013 A dicembre, nella speranza che la CDP si schiodi finalmente da questo 1%.

Gestire il portafoglio: i lazy portfolio

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Molto spesso quando si pensa ad investire si ha una strana paura che ci porta a pensare che investire è complesso, richiede tempo, analisi infinite, previsioni sull'andamento dei mercati... In pratica pensiamo che senza un professionista sia impossibile. Bene, la notizia di oggi è che non è così . I Lazy Portfolio Cos'è un lazy portfolio? La traduzione letterale è quella di portafoglio pigro. Ma perché si chiama così? Perché lo scopo principale di questi portafogli è quello di offrire rendimenti decenti nella maggior parte delle condizioni di mercato , impiegando un basso numero di fondi e senza dover necessariamente intervenire sulla loro composizione più di una volta all'anno. Sembra abbastanza semplice no? I rendimenti La prima reazione che hanno le persone a cui spiego questo semplice concetto è sempre la stessa: "eh, ma così chissà come saranno i rendimenti... senza un gestore..." Premetto che questi portafogli sono composti da varie ass...

Proteggersi dall'inflazione: Le altre tipologie di obbligazioni

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Siamo arrivati alla quinta puntata della nostra analisi dei vari strumenti esistenti per proteggersi dall'inflazione. Dopo aver visto i Btpi e gli altri titoli di stato reali , le obbligazioni variabili indicizzate , i buoni postali indicizzati all'inflazione e i BTP Italia è arrivato ora il momento di allargare la nostra analisi a titoli tradizionali non pensati a questo scopo. Le obbligazioni a tasso fisso Le obbligazioni a tasso fisso sono uno degli strumenti finanziari più semplici. Sottoscrivendo una di queste obbligazioni ci garantiremo per la durata restante del prestito una cedola predeterminata una o più volte all'anno. Supponiamo aver sottoscritto all'emissione una di queste obbligazioni BEI a tasso fisso . Ci saremmo garantiti dal 2008 fino al 2015 un tasso annuo lordo del 4,25% sul nostro investimento. In questo caso saremmo riusciti a proteggere il nostro portafoglio dall'inflazione anche in assenza di una protezione specifica nei meccanismi...